Centro cultura e arte 26 - ricerca antropologica etnofotografica e promozione culturale

   mappa del sito  

   contatti  

   link  

sei in

news


 

 

 

 

 

news

  Le ultime novità da Arte26 su eventi e manifestazioni culturali 


 

Pittura e Poesia di Enzo Oranges al Centro d'Arte 26

 

La centesima Mostra d'Arte al Centro Cultura e Arte 26 di Maria Zanoni, al suo 40° anno di attività, è dedicata all'Artista Enzo Oranges e resterà aperta sino al 20 Dicembre prossimo.

Presentando le opere, la Zanoni ha recitato le poesie che l'Artista castrovillarese ha composto in questi ultimi anni, per dare sfogo ai suoi sentimenti. Oranges, pittore dell'anima - ha detto l'Antropologa - è "novello" poeta che sa che quando l'anima chiama non può attendere. Ed allora il confine tra la poesia di un pittore e la poesia di uno scrittore è indefinibile. Parliamo di un artista sincero e non costruito.

Nei suoi versi c'è l'animo sensibile di chi "cerca nuovi aneliti... non sofismi", di chi mette a nudo il suo animo semplice, per sconfinare nell'immenso, con emozioni e sensazioni. E nei colori che siano d'inchiostro su un foglio bianco o pennellate su una tela, si avvertono i palpiti di un cuore ansioso di comunicare a se stesso ed agli altri i suoi momenti esistenziali.

Enzo sa ascoltare bene la voce dell'anima. E quando stende veli di colore su una tela, "forgiando policrome linfe" ...E quando affida al foglio, con "frenetici istinti", le sue malinconie, le sue nostalgie, le sue passioni "che volteggiano nelle cavità di spazi sconosciuti".

Ammirando le opere esposte, il pubblico ha gradito molto il recital di poesia dialettale, curato da Maria Zanoni in collaborazione con Antonietta Daniele. A concludere l'incontro, l'intervento del Sindaco Mimmo Lo Polito che ha espresso parole di elogio per l'evento.

 



inizio pagina

 

 

POLO MUSEALE DELLA CALABRIA

Musei, monumenti e aree archeologiche

 

Il Polo Museale della Calabria, guidato da Angela Acordon si è distinto per iniziative di alto livello: mostre, concorsi, cicli di conferenze e partecipazione a eventi di caratura internazionale.

Le Sedi del Polo Museale della Calabria sono ubicate in tutte le province calabresi e interloquiscono con istituzioni pubbliche e private per apportare al nostro territorio quel salto di qualità non più rinviabile.

 

Galleria Nazionale di Cosenza (Cosenza)

Direttore: Domenico Belcastro

mail: pm-cal.gallerianaz-cs@beniculturali.it

-------------------------------------------------------------------

Chiesa di San Francesco d’Assisi – Gerace (Reggio Calabria)

Direttore: Rossana Baccari

mail: pm-cal.sanfrancesco@beniculturali.it

La Cattolica – Stilo (Reggio Calabria)

Direttore: Rossana Baccari

mail: pm-cal.cattolica@beniculturali.it

Le Castella – Isola Capo Rizzuto (Crotone)

Direttore: Rossana Baccari

mail: pm-cal.lecastella@beniculturali.it

Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi”di Vibo Valentia – (Vibo Valentia)

Direttore: Adele Bonofiglio

mail: pm-cal.capialbi@beniculturali.it      

------------------------------------------------------------------------------------

Museo Archeologico Nazionale di Crotone (Crotone)

Direttore: Gregorio Aversa

mail: pm-cal.crotone@beniculturali.it 

------------------------------------------------------------------------------------

Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide – Cassano all’Ionio (Cosenza)

Direttore: Adele Bonofiglio

mail: pm-cal.sibaritide@beniculturali.it

-------------------------------------------------------------------

Museo Archeologico e Parco Archeologico dell’antica Kaulon – Monasterace (Reggio Calabria)

Direttore: Rossella Agostino

mail: pm-cal.kaulon@beniculturali.it

------------------------------------------------------------------

Museo e Parco Archeologico Nazionale di Capo Colonna (Crotone)

Direttore: Gregorio Aversa

mail: pm-cal.capocolonna@beniculturali.it

------------------------------------------------------------------

Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri  - Locri (Reggio Calabria)

Direttore: Rossella Agostino

mail: pm-cal.locri@beniculturali.it

------------------------------------------------------------------------------------

Museo e Parco Archeologico Nazionale di Scolacium  Roccelletta di Borgia (Catanzaro)

Direttore: Gregorio Aversa

mail: pm-cal.scolacium@beniculturali.it

------------------------------------------------------------------------------------

Museo Statale di Mileto – Mileto (Vibo Valentia)

Direttore: Faustino Nigrelli

mail: pm-cal.mileto@beniculturali.it

-----------------------------------------------------------------------------------

Museo Archeologico Nazionale di Amendolara – Amendolara (Cosenza)

Direttore: Adele Bonofiglio

mail: pm-cal@beniculturali.it

------------------------------------------------------------------------------------

Museo Archeologico Lametino – Lamezia Terme (Catanzaro)

Direttore: Gregorio Aversa

mail: pm-cal@beniculturali.it

------------------------------------------------------------------------------------

Museo Archeologico di Metauros – Gioia Tauro (Reggio Calabria)

Direttore: Rossella Agostino

mail: pm-cal@beniculturali.it

-------------------------------------------------------------------

Museo e Parco Archeologico “Archeoderi” – Bova Marina (Reggio Calabria)

Direttore: Rossella Agostino

mail: pm-cal.locri@beniculturali.it

-------------------------------------------------------------------

 

Polo Museale della Calabria

Direttore: Angela Acordon

Ufficio stampa: Silvio Rubens Vivone (responsabile)

Tel.:  0984 795639 fax  0984 71246

pm-cal.ufficiostampa@beniculturali.it

 

 

inizio pagina

 

"TEATRO DELLA NUDA TERRA"

Il reading teatrale nei siti archeologici calabresi del Regista Enzo Cordasco

 

Maria Zanoni intervista l'Artista, critico teatrale Cordasco, Autore di numerose pubblicazioni sulla drammaturgia e storiografia teatrale, presidente del Centro Internazionale Antinoo/Archivio Yourcenar di Roma, che ha portato nei siti archeologici calabresi un progetto innovativo, che da 4 anni riscuote consensi.

 

- Maestro, dopo il successo del reading su Marguerite Yourcenar al Teatro Argentina di Roma e le altre performance teatrali in tutta Italia, torna in Calabria col suo progetto "Teatro della nuda terra". E' il quarto anno consecutivo che Lei lascia la "sua" Perugia, ad Agosto, ed invece di godersi un meritato riposo al mare lavora a questa idea... Quest'anno porta in scena "Medea, l'amore che non uccide".

Perchè Teatro della nuda terra? -

 

- Teatro della nuda terra, nel senso che lo facciamo proprio realmente sulla nuda terra, nell'area degli scavi dell'antica Sibari, nell'antica piazza storica di Francavilla "Fontanavecchia", tra gli ulivi, nel campo del sito archeologico di Broglio di Trebisacce ed in altri siti archeologici che con la terra nuda hanno a che fare, e con il paesaggio, quindi con la terra, in una stretta relazione tra terra e persone. Ci interessa la valorizzazione attraverso il teatro dei siti archeologici del nostro territorio, enotrio e greco.

E' un teatro povero (non solo perchè non riceve fondi e offre lo spettacolo gratuitamente) ma soprattutto perchè è animato da tanta passione.

Un teatro povero di mezzi tecnici e spettacolari, ma non certo di intensità; è un teatro di comunità, delle persone, che vuole ristabilire un contatto e un incontro umano e culturale. -

 

- Come è strutturato il progetto? -

 

- L'obiettivo è quello di adattare il testo perfettamente sia alle possibilità tecnico-espressive dei partecipanti alla messinscena o al reading in modo da raggiungere il massimo dell'efficacia teatrale, sia sul piano dei meccanismi scenici che della convinzione interiore degli stessi partecipanti che si mettono in gioco; efficacia, tra l'altro, altrettanto importante sul piano esterno, del funzionamento con il pubblico più che come 'protezione' dei partecipanti stessi, 'non attori'. Quello che conta è solo il corpo e la voce delle persone o degli "attori" partecipanti: voce e corpo, suono e canto, soprattutto la Fonè, fonte e potenza di ogni genere teatrale.

Voglio ricordare tra gli altri nel cast, oltre a Maria Zanoni, Angela Lo Passo, Claudia Rende, Micaela Cuccaro, Angiola Italiano, Rossana Lucente, Mirella Franco, Lucia Franzese e la corifea cantante Gigliola Castrovillari, non attori professionisti, ma persone che amano il linguaggio teatrale e vi si misurano per lo sviluppo delle loro capacità comunicative. -

 

- "Medea, l'amore che non uccide"...Già nel titolo c'è un messaggio rivoluzionario... -

 

- "Amo molto le cosiddette 'variazioni del mito' e il testo di quest'anno, come anche quello di Ecuba dello scorso anno, (un piccolo ipertesto fatto da altrettanti  ipotesti) è una variazione sul mito di Medea, uno dei più importanti di tutta la drammaturgia greca.

Il punto di partenza, dunque, è l'originale euripideo, individuandone i temi principali che hanno funzionato come poli in grado di aggregare materiali testuali 'altri' (Lunga notte di Medea di Corrado Alvaro, Materiale per Medea di Heiner Muller e Medea di Christa Wolf), tutte rivisitazioni moderne del mito originale.

Il testo di Euripide è stato usato come cornice, come struttura portante; in realtà, il cuore drammaturgico è pieno anche delle parole di Alvaro, di Muller e della Wolf, attraverso un processo di tagli non snaturanti, di aggiunte, di rimandi, di spostamento di senso.

 

- Un teatro innovativo che riscuote tanto successo... -

 - Sarà l'attualità sociale e anche politica del montaggio in questione... Non c'è bisogno nemmeno per forza di un linguaggio denotativo per spiegare: la condizione femminile, la relazione tra i sessi, il potere, la tematica dell'immigrazione e delle diseguaglianze del mondo, la guerra.

La moderna semiotica teatrale ci ha insegnato, del resto, che la nostra realtà e il nostro linguaggio sono colmi di simboli, di metafore, di immagini, di connotazioni. Tutti gli autori citati trasformano e giocano il mito; in Medea della Wolf, uscito in realtà un po' di anni fa, vi è una trasformazione radicale di esso.

La figura di Medea ci è stata consegnata da Euripide soprattutto come la madre che ha ucciso i propri figli, la violenza irrazionale contrapposta alla razionalità patriarcale della civiltà greca. Christa Wolf ribalta questa versione con una vera e propria indagine, riallacciandosi alle fonti antecedenti ad Euripide.

Medea è una vittima della società, Medea non ha mai ucciso i figli, Medea è 'assolta'. La Wolf riscrive la storia alla ricerca di una verità che vuol essere coinvolgimento esistenziale e formazione della coscienza.

Medea è una donna forte e libera, una 'maga' depositaria di un 'sapere del corpo e della terra'.

E noi sulla terra nuda la facciamo rivivere.

 

 

inizio pagina

 

Il 2017 sarà l’Anno dei Borghi

 

Il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, ha firmato la direttiva che indice per il 2017 “l’Anno dei Borghi in Italia” per valorizzare il patrimonio artistico, naturale e umano di luoghi definiti nel Piano Strategico di Sviluppo del Turismo come una componente determinante dell’offerta culturale e turistica del Paese.

La direttiva costituisce il Comitato per i Borghi turistici italiani e avvia l’elaborazione di linee guida e modelli per favorire l’organizzazione di un Forum Nazionale sui Borghi, realizzare l’”Atlante dei Borghi d’Italia” e lanciare il riconoscimento annuale di borgo smart per la comunità locale dimostratasi più attiva nell’ambito dell’innovazione dell’offerta turistica.

“I borghi che costellano il territorio delle nostre regioni – dichiara il Ministro Franceschini - ricchi di storia, cultura e tradizioni, sono il cardine per la crescita di un turismo sostenibile, capace di creare autentiche esperienze per i visitatori e di permettere lo sviluppo armonico delle comunità che vi vivono. L’Anno dei Borghi sarà un momento importante per promuovere queste realtà che tanto contribuiscono alla qualità della vita nel nostro Paese”.

 

Roma, Ufficio Stampa MiBACT


inizio pagina

 

M'ARRICORDU - Poesie in dialetto

Il nuovo libro di Maria Zanoni

 

Presentazione:

I ricordi sono pezzi d'anima.

Infatti in latino: re-cordis, ripassare dalle parti del cuore.

E sono suoni, immagini, profumi, sapori, colori del vissuto di ognuno di noi.

Montanelli diceva: “I ricordi vanno messi sotto teca...e guardati"...

Ebbene, io, raccontando fatti e ricordi d'infanzia, li ho messi in una teca. Belli e brutti.

Il tempo ne cambia il volto, ma affiorano e c'incontrano. Ci portano sorrisi e lacrime...

A questo proposito, Cesare Pavese, disse:"L'uomo mortale... non ha che questo d'immortale. Il ricordo che porta e il ricordo che lascia. Nomi e parole sono questo. Davanti al ricordo sorridono anche loro, rassegnàti".

E quando i ricordi prendono la parola nella lingua degli avi, diventano una ricchezza, basta non essere schiavi della nostalgia.

Il Dialetto del luogo, di Castrovillari in questo caso, provincia di Cosenza, della Calabria del nord (zona Lausberg), è segno d'identità di immagini, oggetti e simboli, è trasmissione di valori, senso di appartenenza.

        Il patrimonio linguistico è un bene culturale prezioso che va tutelato e tramandato alle giovani generazioni, per scongiurarne la scomparsa.

Nel dialetto troviamo la storia delle comunità, i sentimenti e i valori che le animano. Tutelando la lingua madre, promuovendo la cultura del dialetto, si rafforza la cultura nazionale, la storia e le tradizioni italiane, di cui il dialetto è parte integrante.

Il dialetto nasce nel contesto del tessuto culturale nazionale e quindi promuoverlo significa anche rafforzare la stessa lingua italiana, che deriva, appunto, da modulazioni dialettali.

Studiare le forme dialettali consente di ripercorrere il percorso antropologico e storico di un popolo grazie al suo modo di esprimersi e di comunicare. Attraverso la parlata dialettale si riscoprono vicende, memorie, tradizioni, passioni, valori: un immenso patrimonio affidato soprattutto alla tradizione orale, che rischia di subire irrecuperabili perdite.

L’antropologia aiuta una lingua a non morire.

E questo mio lavoro va in questa direzione.

 

Maria   Zanoni

promoter del Festival del Dialetto di Calabria

 

 

inizio pagina

 

 

©  Copyright dal 2005 Tutti i diritti riservati - Centro Arte e Cultura 26 ( C.F:94001680787 )

Associazione di promozione culturale e ricerca antropologica etnofotografica fondata da Maria Zanoni nel 1978