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  Le ultime novità da Arte26 su eventi e manifestazioni culturali 


 

 

RISCOPRIAMO IL CAPITANO ETTORE MANES EROE DELLA GRANDE GUERRA

A Castrovillari mercoledì 20 Giugno prossimo ci sarà la commemorazione del Centenario della morte dell'eroe del Piave Ettore Manes, con la deposizione di una corona di alloro al Monumento ai Caduti, alle ore 18.00, alla presenza di un picchetto d'onore della locale Caserma "Manes" e di Autorità militari, civili e religiose. L'evento promosso dal Centro Cultura 26, diretto dall'Antropologa Maria Zanoni, e inserito già dal 2014 tra le manifestazioni per ricordare la Grande Guerra in prospettiva di pace, è patrocinato dal Ministero Beni Culturali - Progetto Etnie, dall'Amministrazione Comunale di Castrovillari, dalla Regione Calabria, dal Parco Nazionale del Pollino, e prevede nella Sala consiliare del Palazzo di Città un convegno commemorativo ed una interessante mostra di reperti bellici.

 

Come risulta dalla Biografia completa di Manes, edita da Arte26, curata da Claudia Rende con documenti inediti, il pluridecorato Capitano Manes, nato a Castrovillari nel 1893, è morto difendendo le sue truppe a Monastier in provincia di Treviso il 20 giugno 1918. Un coraggioso, protagonista in campo di battaglia di azioni valorose, che sacrificò la vita per la conquista della libertà e della pace.

 

A porgere omaggio all'eroe del Piave e ai tanti giovani caduti nella Grande Guerra, saranno alte cariche militari, sindaci del comprensorio, rappresentanze di associazioni combattentistiche e d'arma, oltre a tanti cittadini che rispettano la memoria storica che fa sì che la guerra, male assoluto, non si ripeta. Si rende omaggio, così, a valori che esaltano la profonda umanità del sacrificio e si stimola una riflessione per fare in modo che il passato, la storia, ci sia da insegnamento per il futuro: rifiuto della guerra per costruire la pace.

 

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7° FESTIVAL DEL DIALETTO E LINGUE MINORITARIE DI CALABRIA 2018


BANDO 2018

CENTRO CULTURA E ARTE 26 con il suo portale www.arte26.it - promoter culturale accreditato dal MiBACT - organizza la SETTIMA edizione del Concorso Internazionale Letterario in Dialetto e Lingue di minoranza di Calabria, con lo scopo di promuovere la conoscenza del patrimonio linguistico della terra calabra: la lingua madre, bene culturale da tutelare.

SCADENZA 24 GIUGNO 2018

REGOLAMENTO

partecipazione GRATUITA

Al Concorso possono partecipare Autori di tutte le età, anche residenti fuori regione o all'ESTERO, con opere già EDITE, a tema libero, sia in Prosa che in Poesia, scritte in dialetto di Calabria o Lingua di Minoranza arbëreshe, occitana, grecanica di Calabria.

 - Ogni partecipante potrà inviare UN LIBRO PUBBLICATO DAL 2010 AD OGGI, scritto in DIALETTO di CALABRIA o in lingua di Minoranza calabrese (MASSIMO 02 LIBRI)

- Allegare un FOGLIO recante nome, cognome, indirizzo di residenza e indirizzo E-mail, a quale luogo appartiene la lingua madre usata e necessariamente una breve nota biografica dell'Autore (numero di telefono, se si desidera essere avvisati personalmente).

- Non sono ammesse opere che siano già state premiate al primo posto in altri concorsi.

- Tutte le opere dovranno pervenire entro il 24 Giugno 2018 al seguente indirizzo:

CENTRO CULTURA E ARTE 26 - VIA TEVERE n° 7 - 87012 CASTROVILLARI - CS

 - PREMI: Ai vincitori (Primo, secondo e terzo classificato) verranno assegnati coppe, pacchi-libri di Autori calabresi e prodotti tipici di Calabria.

I nomi dei vincitori saranno resi noti durante la cerimonia di premiazione che si terrà in autunno 2018).

Tempi e luogo di premiazione verranno comunicati per tempo sul sito web del Centro Cultura 26 e su Facebook). 

- Verrà data ampia diffusione del Concorso sul sito WEB: www.arte26.it - portale di promozione culturale accreditato dal MiBACT - 

Tutte le opere pervenute non saranno restituite. Gli Autori si assumono totalmente, ai sensi delle norme legali vigenti, tutte le responsabilità dei contenuti delle opere da loro presentate.

Con la partecipazione al Concorso gli autori acconsentono, ai sensi del Decreto Legislativo 196/2003, al trattamento dei propri dati ai soli fini istituzionali legati al Concorso, ivi compresa la comunicazione, l'informazione e la promozione, nonché gli obblighi di legge.

La partecipazione al Premio è gratuita e comporta la piena accettazione del presente regolamento.

(pubblicato il 26 marzo 2018)

 

info: Prof. Maria Zanoni - E-mail: arte26@arte26.it

o   https://www.facebook.com/dialetto.festival/

 

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POLO MUSEALE DELLA CALABRIA

Musei, monumenti e aree archeologiche

 

Il Polo Museale della Calabria, guidato da Angela Acordon si è distinto per iniziative di alto livello: mostre, concorsi, cicli di conferenze e partecipazione a eventi di caratura internazionale.

Le Sedi del Polo Museale della Calabria sono ubicate in tutte le province calabresi e interloquiscono con istituzioni pubbliche e private per apportare al nostro territorio quel salto di qualità non più rinviabile.

 

Galleria Nazionale di Cosenza (Cosenza)

Direttore: Domenico Belcastro

mail: pm-cal.gallerianaz-cs@beniculturali.it

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Chiesa di San Francesco d’Assisi – Gerace (Reggio Calabria)

Direttore: Rossana Baccari

mail: pm-cal.sanfrancesco@beniculturali.it

La Cattolica – Stilo (Reggio Calabria)

Direttore: Rossana Baccari

mail: pm-cal.cattolica@beniculturali.it

Le Castella – Isola Capo Rizzuto (Crotone)

Direttore: Rossana Baccari

mail: pm-cal.lecastella@beniculturali.it

Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi”di Vibo Valentia – (Vibo Valentia)

Direttore: Adele Bonofiglio

mail: pm-cal.capialbi@beniculturali.it      

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Museo Archeologico Nazionale di Crotone (Crotone)

Direttore: Gregorio Aversa

mail: pm-cal.crotone@beniculturali.it 

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Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide – Cassano all’Ionio (Cosenza)

Direttore: Adele Bonofiglio

mail: pm-cal.sibaritide@beniculturali.it

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Museo Archeologico e Parco Archeologico dell’antica Kaulon – Monasterace (Reggio Calabria)

Direttore: Rossella Agostino

mail: pm-cal.kaulon@beniculturali.it

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Museo e Parco Archeologico Nazionale di Capo Colonna (Crotone)

Direttore: Gregorio Aversa

mail: pm-cal.capocolonna@beniculturali.it

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Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri  - Locri (Reggio Calabria)

Direttore: Rossella Agostino

mail: pm-cal.locri@beniculturali.it

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Museo e Parco Archeologico Nazionale di Scolacium  Roccelletta di Borgia (Catanzaro)

Direttore: Gregorio Aversa

mail: pm-cal.scolacium@beniculturali.it

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Museo Statale di Mileto – Mileto (Vibo Valentia)

Direttore: Faustino Nigrelli

mail: pm-cal.mileto@beniculturali.it

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Museo Archeologico Nazionale di Amendolara – Amendolara (Cosenza)

Direttore: Adele Bonofiglio

mail: pm-cal@beniculturali.it

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Museo Archeologico Lametino – Lamezia Terme (Catanzaro)

Direttore: Gregorio Aversa

mail: pm-cal@beniculturali.it

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Museo Archeologico di Metauros – Gioia Tauro (Reggio Calabria)

Direttore: Rossella Agostino

mail: pm-cal@beniculturali.it

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Museo e Parco Archeologico “Archeoderi” – Bova Marina (Reggio Calabria)

Direttore: Rossella Agostino

mail: pm-cal.locri@beniculturali.it

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Polo Museale della Calabria

Direttore: Angela Acordon

Ufficio stampa: Silvio Rubens Vivone (responsabile)

Tel.:  0984 795639 fax  0984 71246

pm-cal.ufficiostampa@beniculturali.it

 

 

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"TEATRO DELLA NUDA TERRA"

Il reading teatrale nei siti archeologici calabresi del Regista Enzo Cordasco

 

Maria Zanoni intervista l'Artista, critico teatrale Cordasco, Autore di numerose pubblicazioni sulla drammaturgia e storiografia teatrale, presidente del Centro Internazionale Antinoo/Archivio Yourcenar di Roma, che ha portato nei siti archeologici calabresi un progetto innovativo, che da 4 anni riscuote consensi.

 

- Maestro, dopo il successo del reading su Marguerite Yourcenar al Teatro Argentina di Roma e le altre performance teatrali in tutta Italia, torna in Calabria col suo progetto "Teatro della nuda terra". E' il quarto anno consecutivo che Lei lascia la "sua" Perugia, ad Agosto, ed invece di godersi un meritato riposo al mare lavora a questa idea... Quest'anno porta in scena "Medea, l'amore che non uccide".

Perchè Teatro della nuda terra? -

 

- Teatro della nuda terra, nel senso che lo facciamo proprio realmente sulla nuda terra, nell'area degli scavi dell'antica Sibari, nell'antica piazza storica di Francavilla "Fontanavecchia", tra gli ulivi, nel campo del sito archeologico di Broglio di Trebisacce ed in altri siti archeologici che con la terra nuda hanno a che fare, e con il paesaggio, quindi con la terra, in una stretta relazione tra terra e persone. Ci interessa la valorizzazione attraverso il teatro dei siti archeologici del nostro territorio, enotrio e greco.

E' un teatro povero (non solo perchè non riceve fondi e offre lo spettacolo gratuitamente) ma soprattutto perchè è animato da tanta passione.

Un teatro povero di mezzi tecnici e spettacolari, ma non certo di intensità; è un teatro di comunità, delle persone, che vuole ristabilire un contatto e un incontro umano e culturale. -

 

- Come è strutturato il progetto? -

 

- L'obiettivo è quello di adattare il testo perfettamente sia alle possibilità tecnico-espressive dei partecipanti alla messinscena o al reading in modo da raggiungere il massimo dell'efficacia teatrale, sia sul piano dei meccanismi scenici che della convinzione interiore degli stessi partecipanti che si mettono in gioco; efficacia, tra l'altro, altrettanto importante sul piano esterno, del funzionamento con il pubblico più che come 'protezione' dei partecipanti stessi, 'non attori'. Quello che conta è solo il corpo e la voce delle persone o degli "attori" partecipanti: voce e corpo, suono e canto, soprattutto la Fonè, fonte e potenza di ogni genere teatrale.

Voglio ricordare tra gli altri nel cast, oltre a Maria Zanoni, Angela Lo Passo, Claudia Rende, Micaela Cuccaro, Angiola Italiano, Rossana Lucente, Mirella Franco, Lucia Franzese e la corifea cantante Gigliola Castrovillari, non attori professionisti, ma persone che amano il linguaggio teatrale e vi si misurano per lo sviluppo delle loro capacità comunicative. -

 

- "Medea, l'amore che non uccide"...Già nel titolo c'è un messaggio rivoluzionario... -

 

- "Amo molto le cosiddette 'variazioni del mito' e il testo di quest'anno, come anche quello di Ecuba dello scorso anno, (un piccolo ipertesto fatto da altrettanti  ipotesti) è una variazione sul mito di Medea, uno dei più importanti di tutta la drammaturgia greca.

Il punto di partenza, dunque, è l'originale euripideo, individuandone i temi principali che hanno funzionato come poli in grado di aggregare materiali testuali 'altri' (Lunga notte di Medea di Corrado Alvaro, Materiale per Medea di Heiner Muller e Medea di Christa Wolf), tutte rivisitazioni moderne del mito originale.

Il testo di Euripide è stato usato come cornice, come struttura portante; in realtà, il cuore drammaturgico è pieno anche delle parole di Alvaro, di Muller e della Wolf, attraverso un processo di tagli non snaturanti, di aggiunte, di rimandi, di spostamento di senso.

 

- Un teatro innovativo che riscuote tanto successo... -

 - Sarà l'attualità sociale e anche politica del montaggio in questione... Non c'è bisogno nemmeno per forza di un linguaggio denotativo per spiegare: la condizione femminile, la relazione tra i sessi, il potere, la tematica dell'immigrazione e delle diseguaglianze del mondo, la guerra.

La moderna semiotica teatrale ci ha insegnato, del resto, che la nostra realtà e il nostro linguaggio sono colmi di simboli, di metafore, di immagini, di connotazioni. Tutti gli autori citati trasformano e giocano il mito; in Medea della Wolf, uscito in realtà un po' di anni fa, vi è una trasformazione radicale di esso.

La figura di Medea ci è stata consegnata da Euripide soprattutto come la madre che ha ucciso i propri figli, la violenza irrazionale contrapposta alla razionalità patriarcale della civiltà greca. Christa Wolf ribalta questa versione con una vera e propria indagine, riallacciandosi alle fonti antecedenti ad Euripide.

Medea è una vittima della società, Medea non ha mai ucciso i figli, Medea è 'assolta'. La Wolf riscrive la storia alla ricerca di una verità che vuol essere coinvolgimento esistenziale e formazione della coscienza.

Medea è una donna forte e libera, una 'maga' depositaria di un 'sapere del corpo e della terra'.

E noi sulla terra nuda la facciamo rivivere.

 

 

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M'ARRICORDU - Poesie in dialetto

di Maria Zanoni

 

Presentazione:

I ricordi sono pezzi d'anima.

Infatti in latino: re-cordis, ripassare dalle parti del cuore.

E sono suoni, immagini, profumi, sapori, colori del vissuto di ognuno di noi.

Montanelli diceva: “I ricordi vanno messi sotto teca...e guardati"...

Ebbene, io, raccontando fatti e ricordi d'infanzia, li ho messi in una teca. Belli e brutti.

Il tempo ne cambia il volto, ma affiorano e c'incontrano. Ci portano sorrisi e lacrime...

A questo proposito, Cesare Pavese, disse:"L'uomo mortale... non ha che questo d'immortale. Il ricordo che porta e il ricordo che lascia. Nomi e parole sono questo. Davanti al ricordo sorridono anche loro, rassegnàti".

E quando i ricordi prendono la parola nella lingua degli avi, diventano una ricchezza, basta non essere schiavi della nostalgia.

Il Dialetto del luogo, di Castrovillari in questo caso, provincia di Cosenza, della Calabria del nord (zona Lausberg), è segno d'identità di immagini, oggetti e simboli, è trasmissione di valori, senso di appartenenza.

        Il patrimonio linguistico è un bene culturale prezioso che va tutelato e tramandato alle giovani generazioni, per scongiurarne la scomparsa.

Nel dialetto troviamo la storia delle comunità, i sentimenti e i valori che le animano. Tutelando la lingua madre, promuovendo la cultura del dialetto, si rafforza la cultura nazionale, la storia e le tradizioni italiane, di cui il dialetto è parte integrante.

Il dialetto nasce nel contesto del tessuto culturale nazionale e quindi promuoverlo significa anche rafforzare la stessa lingua italiana, che deriva, appunto, da modulazioni dialettali.

Studiare le forme dialettali consente di ripercorrere il percorso antropologico e storico di un popolo grazie al suo modo di esprimersi e di comunicare. Attraverso la parlata dialettale si riscoprono vicende, memorie, tradizioni, passioni, valori: un immenso patrimonio affidato soprattutto alla tradizione orale, che rischia di subire irrecuperabili perdite.

L’antropologia aiuta una lingua a non morire.

E questo mio lavoro va in questa direzione.

 

Maria   Zanoni

promoter del Festival del Dialetto di Calabria

 

 

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