Centro d'Arte e Cultura 26 - Associazione di ricerca antropologica etnofotografica e di promozione culturale fondata da Maria Zanoni nel 1978

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LIBRI

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CALABRIA

La rivista mensile di notizie e commenti del Consiglio regionale

N° 228 - SETT. - OTTOBRE 2006  (pag. 60)

SCAFFALE LIBRI


PER VALORIZZARE LE MINORANZE ETNICO-LINGUISTICHE

Una guida di Maria Zanoni tra archeologia, etnologia e religione

di Maria Festa

Segni del tempo ‑ Beni culturali e identità" di Maria Zanoni ‑ Prefazione di Pierfranco Bruni è un elaborato che si affida alla sensibilità culturale dei Centro d'Arte e Cultura 26, associazione di promozione culturale e ricerca antropologica. La pubblicazione, fuori commercio, è tesa a valorizzare lingua e patrimonio culturale delle minoranze etnico‑linguistiche esistenti in Italia.

 

“I popoli sono diversi perché sono diversi gli uomini che fanno i popoli e questa diversità consente ad ognuno di noi di essere uomo a suo modo, di ritrovare una propria identità; ... quando questa identità la conserviamo, la conserviamo per ragioni storiche, ... di etnia... stratificazione lenta e secolare di cui possiamo leggere le tracce... il cui esito si presenta compatto. Dobbiamo ritenere che queste culture siano diverse anche all'interno di un medesimo Paese" (Nino D'Antonio docente Università di Napoli ‑ prolusione: La cultura e la pace ‑ Atti dei LXVIII Congresso Internazionale Società Dante Alighieri Università per Stranieri).

 

Questo testo è un viaggio nel tempo e nello spazio, attraverso segni e simboli, luoghi, atmosfere ed immagini... ieri, oggi, domani.... tra terra, mare e cielo, in un luogo depositario di inestimabili tesori d'arte e di storia: la Calabria, rivisitata ed interpretata in tutta la sua caleidoscopica bellezza mediterranea, goethianamente avvertita con tutti i sensi umanamente disponibili, tra scienza, arte, mito e storia. Sedimenti vibranti di memoria da proporre sia per rafforzare e ritrovare una identità opacizzata sia perché il "bene culturale" possa riverberare nel vissuto di ognuno, anche del turista informato, arricchendo il luogo dell'anima e della ragione per una visione positiva dei futuro da vivere in armonia ed in pace insieme alla Natura.

 

Poiché i giovani saranno i costruttori di domani ed il bene culturale è una cifra importante dell'economia, l'autrice, auspicando un maggiore coinvolgimento delle istituzioni scolastiche e degli enti locali, propone percorsi nei luoghi della memoria, dai musei alle biblioteche, ai luoghi archeologici, ai paesaggi naturali, anche attraverso immagini commentate. Simboli ed immagini elaborati dall'uomo di ogni tempo, soprattutto nell'arte, sono un linguaggio esemplare della capacità dell'uomo di esprimere qualcosa che lo possa mettere in comunicazione con gli altri, cosicché ritrovandosi nel proprio passato, possa costruire il futuro. Il testo ne contempla la evoluzione attraverso un itinerario narrativo cronologicamente interpretato perché i segni dei presente possano, contenendo il passato, rivivere, rinnovandosi nella rievocazione.

 

I "segni dei tempo" così evocati fra archeologia, etnologia, storia, religione, tradizioni popolari, letteratura, proponendo civiltà e popoli, porgono vissuti di continuità nel loro "naturale" mutamento, puntualizzando e decodificando il tempo presente dei luoghi attraversati.

 

Molteplicità di sguardi attraverso questa Calabria magica e misteriosa, che l'autrice utilizza attraverso la parola (già dell'arte contemporanea) dei codice saggistico, elegante e ricco di note, appena venato di sfumature poetiche che rendono le informazioni sui luoghi vive e raccordate attraverso le immagini fotografiche. Vivono così gli italo‑albanesi, isole etnico‑linguistiche, insieme ai paesaggi rurali, ai rituali, alle leggende, ai costumi, così gli occitani ed il loro dialetto, i grecanici di Bova. Dalla grecità, ai romani, ai bizantini... si ripete la magia che affascinò i viaggiatori dei secoli trascorsi irretendo lo sguardo di grandi artisti europei, sguardo che la nostra autrice fa sfumare nelle riflessioni ed emozioni letterarie tra paesaggio "umano" e paesaggio naturale, desanctianamente in perenne dialogo-diaspora, rispecchiandosi e fondendosi.

 

La via jonica e tirrenica, la terra di confine... sono attraversate da uno sguardo caleidoscopico recuperando radici tra luci ed ombre: è il dipanarsi della vita... la cultura, nel tempo e nello spazio; in questo testo attraverso i luoghi più remoti a carpirne le immagini, i profumi, i sapori, ma anche i dolori e gli abbandoni, tra la spiritualità e le passioni dei suoi personaggi... “La natura calabra regala una sinfonia di colori, odori, suoni... e ci fa vivere in maniera intensa e gioiosa un nuovo rapporto coi territorio". E la voce dell'autrice:... sul mare, con Morgana, Scilla e Cariddi... Omero, sulla terra... a Stilo.... fra sincretismi religiosi e tradizioni popolari.

 

Archeologia dell’anima, cultura dell’umano recuperata, che in questo tempo, in fuga, ferma lo sguardo distratto del turismo di massa e gratifica quello informato. È il tempo quasi incontaminato della "Bellezza" mediterranea, "umanesimo" con vocazione tollerante e solidale che l'autrice propone anche in momenti creativi; ma cogliendo la solarità dei paesaggi e dei luoghi nel loro particolare, statico ed iconografico, ne sottolinea l'uso illustrativo. Forse vi si potrebbe scorgere un velato desiderio di occultarne la solitudine, il silenzio, l'abbandono e l'appassionato richiamo che invece la parola esprime: lo sguardo nella fotografia, non si interroga, registra, documenta... un distacco forse nato dal progetto editoriale.

 

 “Non è la cultura che genera la pace, ma la tolleranza, cioè l'umanesimo... per essere tolleranti bisogna prima possedere una identità... l'umanesimo è accettazione dell'eredità, non tabula rasa... "Prof. Georges Barthouil Università di Avignone" – “La lingua bene culturale fondamentale" ‑ Pagine della Dante n. 4 ottobre ‑ dicembre 1987 p. 9.

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