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sei in PERCORSI MEDITERRANEI Occitani *********
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OCCITANI IN MAGNA GRAECIA Gli eredi dei profughi valdesi
La comunità minoritaria è espressione di una cultura nel suo complesso, dai cui tratti stabili nel corso del tempo si può analizzare l’impronta culturale lasciata sul paesaggio e sul territorio. Storia e civiltà hanno lasciato segni evidenti nella cultura occitana. L'antica geografia rurale dell’area abitata dagli Occitani trae origine dal rapporto tra le vicende storico-religiose (i modi di vita sociali, le tradizioni popolari, il culto) e l'ambiente. Lingua e religione, elementi culturali che segnano l’identità di una comunità, sono i tratti distintivi. Il linguaggio è il legame collettivo; la religione, che appartiene alla sfera del soggettivo, del privato, diventa comunione, nel momento in cui il popolo ne condivide coralmente norme, ritualità e simboli. Tuttavia, si possono distinguere due grandi categorie: minoranze linguistiche (i cui valori fondanti sono basati sul livello di diffusione e di utilizzo della parlata) e minoranze religiose ( il cui tratto distintivo è dato dalla pratica del culto). Linguaggio e religione sono tratti culturali, identitari, che, insieme agli usi e costumi, si esprimono nell’azione collettiva. Anche le credenze religiose, che possiedono una dimensione individuale e spirituale, hanno principi e norme che sanciscono ruoli e modi della convivenza sociale, regolano i rapporti tra il singolo e la comunità. Per le minoranze culturali in Italia esiste una “logica stanziale” che dipende dalla posizione geografica della nazionalità di provenienza, dalle condizioni di marginalità e dalle caratteristiche dell’ambiente occupato, in relazione alle abitudini e alle attitudini degli alloglotti (i parlanti una lingua diversa rispetto al gruppo di lingua e cultura italiana). Queste comunità si trovano geograficamente collocate in aree di confine, sia di carattere politico-amministrativo che ambientale (le Alpi e il mare) e corrispondono a due categorie principali: comunità in territori adiacenti, o abbastanza vicini alla nazione di origine, in cui prevale la loro lingua, e comunità nettamente separate dal territorio di provenienza. Le comunità presenti nelle valli alpine, per la posizione e la distanza rispetto alle zone di pianura, e per il tipo di economia agricolo-pastorale, affermatasi nel corso dei secoli, hanno potuto mantenere una marcata autonomia socio-culturale nei confronti delle più vicine città e dei capoluoghi di regione. Si può immaginare che le differenze culturali non sono omogenee. Ci sono realtà, socialmente emarginate, che rivendicano diritti di uguaglianza ed altre che, godendo di vantaggi, assicurati dalla diversità, mirano a mantenere le loro posizioni di privilegio.
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